_Streetart

: la Streetart è un movimento artistico che si evolve dalla popart e dalla graffitiart; ma si contraddistingue da queste perché sviluppatasi tramite tematiche più profonde e attuali.

La nascita di questo movimento artistico è difficile da datare, in quanto essendo un movimento globale, non è possibile sapere quando e con chi sia iniziato. L’origine presumibilmente può essere ricondotto a New York negli anni settanta, ma l’interesse pubblico di questa forma artistica è senza dubbio esploso intorno al 2000 grazie anche agli stenil di Banksy, di cui sotto:

Banksy - Rat (2010)
Banksy – Rat (2010)

Da quel momento in poi fino ai giorni nostri, la Streetart è diventata un fenomeno culturale sempre di maggior rilievo. Sono stati scritti numerosi libri che trattano l’argomento e, l’impatto generale sulla cultura metropolitana e sull’immaginario pubblico si è strettamente consolidato, influenzando anche numerose aziende di marketing.

La Streetart con la sua influenza nelle campagne pubblicitarie, porta alla luce la “cultura della strada” anche negli ambienti considerati più esclusivi; numerosi negozi infatti trattano magliette con le stampe di Banksy o altri writers famosi, così come altri innumerevoli gadget come spille, borse etc., dando origine così a veri e propri brand.

Nonostante questo mercato sempre più in espansione, la maggior parte degli street artist promovuono l’assenza del copyright sulle loro opere, sono infatti interessati molto di più alla diffusione e alla copia di esse più che all’aspetto puramente lucrativo.

L’aspetto distintivo di questo movimento infatti è il messaggio e la poetica che ci sta dietro.

Le motivazioni per cui un artista diventa uno street artist sono varie: alcuni sfruttano i luoghi pubblici per portare all’attenzione della gente tematiche sociali e politiche, con messaggi e opere anche molto “forti”, altri tramite l’arte si rimpossessano dei luoghi pubblici della città, sottolineando l’effettiva proprietà pubblica dei suddetti luoghi. Un’altra forte motivazione è la possibilità di esporre le proprie opere dove chiunque le possa vedere, rendendole quindi fruibili sia a chi le apprezza sia a chi le disprezza. Temi spesso affrontati sono: la libertà di espressione, il pacifismo, l’antiproibizionismo, la libertà sessuale ecc.

Unico fattore indispensabile che le accomuna è: la fruizione gratuita delle opere.

Qui di seguito alcune delle maggiori opere di rilievo.

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Streetart non distrugge o copre l’ambiente preesistente, ma lo integra con installazioni, descontestualizzandole rispetto all’ambiente stesso, un movimento basata su un pensiero più sociale e politico che tende a creare un dialogo con le persone, volenti o meno e/o ad analizzare ideali o fantasie intimistiche dell’artista.

_arteetparte

_Streetart

_1503

: i lavori del leggandario pittore fiorentino Agnolo di Cosimo, meglio conosciuto come “Bronzino”, sono famosi per l’estrema cura dei dettagli e per la scelta di soggetti che sembrano quasi ultraterreni.

L’artista Christian Tagliavini, ispirandosi ai ritratti di Bronzino, ha portato, tramite una complessa tecnica di manipolazione fotografica avanzata, i lussuosi ritratti ad una nuova vita.

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Fotografie evocative di un’epoca di cambiamento e di maturazione dell’essere umano, dopo il buio medioevale. Un “rinascimento” delle arti, della società ed anche di un nuovo modo di concepire il mondo e sé stessi.

Da notare nelle foto, inoltre, l’influsso di un altro artista (del XX secolo) che ha giocato come musa al progetto 1503: Amedeo Modigliani, che ha una propensione per le donne giraffa dal collo lungo caratteristica e identificativa. Nel progetto 1503, i soggetti di Tagliavini hanno un collo tortuosamente allungato anche per far risaltare gli elaborati collari rinascimentali dell’epoca.

La serie 1503 è stata ispirata dall’amore di Tagliavini per l’arte, la storia, e le texture d’Italia (anche se vive in Svizzera). “L’Italia è il centro della mia vita: è dove sono cresciuto, e in qualche modo indiretto io sono parte del suo tessuto,”- dice Tagliavini – “Ma io non voglio essere etichettato come uno che fa solo riproduzioni di ritratti storici. Mi piace pensare che sto portando epoche immaginarie di vita.”

Fonti: http://www.christiantagliavini.com/

_arteetparte

_1503

Tamara de Lempicka

: Tamara de Lempicka, fu una pittrice di origini polacche, che percorse una brillante carriera artistica nell’ambiente dell’alta società parigina degli anni venti.

Dal 1916 infatti produsse numerosi lavori; caratterizzati da una pittura fortemente visiva, sensuale e scandalosa, da un’anatomia sfigurata circoscritta all’interno di linee, cerchi e figure di stampo tipicamente cubista.

Tutto nelle sue opere comunica un certo disagio sociale; dalla gamma cromatica molto ridotta, agli spazi angusti delle composizioni, alle ombre nette e soprattutto da soggetti con occhi distratti e malinconici.

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Le sue donne sono belle, ricche, eleganti, seducenti ma irraggiungibili.

Questa pittura raffinata, fredda, teatrale, denuncia il malessere dell’uomo, il disagio del mondo moderno, il senso estremo del vivere che prelude all’imminente tragedia della guerra.

Fonti: http://www.delempicka.org/

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Tamara de Lempicka

Clickazoo

: il giocattolo seduce anche le aziende più esclusive. Ne è la prova evidente la serie “Clickazoo” disegnata dal designer svizzero Adrien Rovero per Hermès.

La serie è costituita da una gamma di animali pieghevoli coloratissimi fatti in cuoio; che con un semplice sistema di click prendono vita!.

Clickazoo è stata realizzata nel 2009. Da qui partì la sua sperimentazione a Vienna. Lo straordinario successo della serie ha accresciuto con il tempo, la gamma di animali; e musei come il “Georges Pompidou” di Parigi, il “Grand-Hornu Images” (Belgio) e il Mudac (Losanna, Svizzera) hanno acquistato le opere di Rovero per aggiungerle alle proprie collezioni.

Una serie davvero fantastica; che unisce qualità come design, colore, fantasia e creatività in un mix davvero unico, che stimola la manualità a comporre oggetti, che sono più che dei semplici giocattoli, ma veri e propri pezzi di arredo.

Fonti:         “Vivere Casa e Design” – Rivista – N°4 Anno 2015

Web:           http://adrienrovero.com/project/clikazoo/

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Clickazoo